Parafrasando il titolo di uno dei più importanti film di Mario Bava, grande precursore di questo filone, si propone un itinerario in quattro tappe che tocca i grandi maestri del genere: lo stesso Bava, Dario Argento, il primo Avati e Lucio Fulci. Per mostrare come questo tipo di cinema, con le sue esigenze particolari e le sue scelte estreme, sia stato uno straordinario laboratorio di autorialità, sperimentazione e artigianalità, in mancanza di ampi mezzi economici e produttivi.
Non dunque una rassegna per soli cultori del cinema dell’orrore, ma piuttosto il contrario: un viaggio di esplorazione che permetta di scoprire quattro gioielli che magari, proprio a causa del genere di appartenenza, non sono stati visti o sono stati sottovalutati. Senza dimenticare che, visto in sala insieme ad altre persone, il film dell’orrore, più ancora di film di altri generi, può regalare senza dubbio emozioni più forti e, per così dire, condivise.