La grandezza di Werner Herzog sta anche nell’aver scritto pagine straordinarie della storia del cinema sia nell’ambito del documentario sia in quello della finzione, come pochissimi altri hanno saputo fare. E tuttavia in diversi casi, nella sua cinematografia, è difficile dividere nettamente i due campi: il suo cinema documentario è molto spesso una reinterpretazione, se non una riscrittura, della realtà, e allo stesso modo il suo cinema di finzione ha frequentemente un’anima documentaristica che gioca con la realtà e la utilizza, o la distorce, a fini narrativi.
In questa ultima parte del nostro omaggio a Herzog, si parte da inizio carriera e la si attraversa fino ad anni recenti. Quattro film molto diversi fra loro ma accomunati dalla profondità di narrazioni che, muovendo da trame piuttosto semplici, riescono a evocare situazioni e concetti complessi, invitando a una lettura fra le righe non sempre semplice, ma ricca di stratificazioni di senso.