Nel mese in cui si tiene il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, il cinema ci può aiutare a riflettere sui rapporti fra l’amministrazione della giustizia e la gestione della cosa pubblica, con una particolare attenzione rivolta all’equilibrio dei poteri, un elemento chiave della Costituzione italiana e, più in generale, di ogni ordine democratico. Ancora una volta è al cinema del passato che dobbiamo guardare, laddove questi temi sono stati poco battuti dal cinema degli ultimi decenni. Anche perché, quando il cinema più recente se n’è occupato, ha preferito posare il proprio sguardo su casi e vicende specifiche, mentre è soprattutto negli anni ’70 che Giustizia e Potere diventano il centro di un discorso politico e ideologico che interroga le fondamenta della natura democratica del paese, spesso affrontandolo in maniera ellittica e metaforica. Si torna dunque agli anni ’70, a una stagione in cui la società italiana vive su equilibri – o su squilibri – delicatissimi e il cinema entra nel dibattito pubblico con grande forza, lasciandoci delle parabole di straordinaria lucidità che oggi, come allora, ci spingono a una riflessione approfondita sulla natura stessa della democrazia. Poi, a giochi referendari fatti, ci si concederà, nell’ultimo appuntamento, una digressione che pure ha molto da raccontarci, pur non parlando direttamente della storia d’Italia.