A cent’anni dalla sua nascita, HarpoLab ha dedicato ben due rassegne al lascito di Roger Corman, artigiano del cinema, maestro del b-movie, talent scout, produttore avventuroso e libero. Ma se a febbraio ci siamo dedicati a quei giovani di belle speranze da lui “allevati” e poi diventati autori protagonisti della New Hollywood (Scorsese, Bogdanovich, Coppola, Demme), a luglio è arrivato il momento di avere un assaggio della sua opera, ampissima e piuttosto eterogenea.
Non potendo ambire a ricapitolare una carriera da oltre 50 film (se contiamo solo quelli in cui è accreditato alla regia), il percorso nell’opera di Corman, inquadrato nelle “lezioni di cinema diffuse” della Ludovico Technique, ci mostra tre film rappresentativi di altrettanti filoni del suo cinema, che sono al contempo emblema di un modo di fare cinema che ha fatto scuola. Una sorta di manuale di sopravvivenza nel mondo del low-budget, a cui molti autori hanno attinto e attingono ancora quando hanno abbastanza talento da sopperire con la creatività alle carenze di budget.