Chi era in sala Herzog, a dicembre, a vedere Im Keller, sa forse cosa aspettarsi (e in ogni caso resterà sorpreso); per chi non conosce il cinema di Ulrich Seidl è invece il momento di affrontare uno degli autori contemporanei più spiazzanti, torbidi e disturbanti. A partire da un’idea rigorosissima di inquadratura e di montaggio, Seidl è un autore che ama attraversare gli spazi nascosti della contemporaneità, ciò che si tiene celato, il grande rimosso che sta dietro alla morale borghese della società occidentale. Lo fa sfidando non solo il decoro, ma anche le principali convenzioni cinematografiche; e attraversando, e confondendo continuamente, i confini tra finzione e realtà, messinscena e documentario, sguardo entomologico e fantasia grottesca. In questo nuovo appuntamento monografico nella programmazione di HarpoLab, seguiamo in ordine cronologico, in quattro tappe, la carriera di uno degli autori che, negli ultimi trent’anni, è stato più capace di costruire una visione riconoscibile e un’identità registica ed estetica forte.
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