Anna Maria (Martine Carol), una giovane vedova dal passato torbido, si reca in villeggiatura nell’immaginaria località di Pontormo con la figlia piccola, Caterina, soggiornando in un lussuoso hotel sulla spiaggia.
Ai tavoli del giardino dove gli ospiti si riuniscono per cenare, ci viene mostrato uno spaccato stereotipato e caricaturale dell'alta borghesia dell’Italia degli anni ‘50: una società di ricchezza, buona reputazione e ipocrisia, che rivela il suo lato più corrotto proprio durante la stagione estiva, vista come un rifugio in cui nascondersi temporaneamente rifuggendo l’ordinaria vita di città, oppure come un momento come un altro per cercare disperatamente di concludere i propri affari. Nel mosaico di uomini e donne che possiamo vedere nell’albergo, la protagonista, che pure è colei che viene più giudicata e disprezzata, è l’unica che pare avere, come le viene detto da un’altra ospite, “gli occhi buoni”.
La spiaggia presenta alcuni degli elementi fondanti della prima fase della commedia all’italiana, caratterizzata dal tono satirico e di critica sociale, dal sapore agrodolce e da un’alternanza armonica del registro comico e melodrammatico.
Questo film fa parte della rassegna Mare, piscina o cinema?
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